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Karlovy Vary e Mariánské Lázně da Praga: guida alle città termali della Boemia

Colonnati, sorgenti calde, Becherovka e un festival del cinema, nel triangolo termale patrimonio UNESCO

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Il colonnato del Mulino a Karlovy Vary
Il colonnato del Mulino a Karlovy Vary. Foto Interfase, CC BY-SA 4.0

Nell'ovest della Boemia, vicino al confine tedesco, ci sono tre città nate intorno all'acqua: Karlovy Vary, Mariánské Lázně e Františkovy Lázně. I cechi le chiamano il "triangolo termale". Dal 2021 fanno parte del patrimonio UNESCO "Grandi città termali d'Europa", insieme ad altre otto località in sei paesi. Tra queste c'è anche un'italiana: Montecatini Terme. Karlovy Vary si può fare in giornata da Praga. Per vedere tutte e tre, servono almeno due giorni.

Karlovy Vary, la città di Carlo IV

Il nome vuol dire "le terme di Carlo", e in tedesco la città è ancora Karlsbad. La leggenda racconta che durante una caccia il cane di Carlo IV cadde in una pozza di acqua bollente e ne uscì guarito. L'imperatore immerse le gambe malate nella stessa acqua e fondò qui un villaggio. Nel 1370 gli diede i privilegi di città.

Le sorgenti sono decine, e una quindicina si possono bere. La più famosa è il Vřídlo, il geyser: l'acqua esce a circa 73 gradi e zampilla fino a 12 metri di altezza. Lo si vede dentro un colonnato moderno di vetro e cemento, del 1975.

La fontana del Vřídlo davanti al suo colonnato
La fontana del Vřídlo davanti al suo colonnato. Foto Lubor Ferenc, CC BY-SA 4.0

I colonnati e la cura dell'acqua

Qui le terme non sono piscine. La cura classica è bere l'acqua delle sorgenti passeggiando, e per questo la città è piena di colonnati, porticati coperti dove sgorgano le fonti. Ognuna ha una temperatura e un sapore diversi, dal tiepido al quasi bollente, sempre un po' salato e ferroso.

Il più bello è il colonnato del Mulino (Mlýnská kolonáda), costruito tra il 1871 e il 1881 da Josef Zítek, lo stesso architetto del Teatro Nazionale di Praga. Ha più di cento colonne corinzie e sul tetto dodici statue che rappresentano i mesi dell'anno. Il colonnato del Mercato, in legno, e quello del Parco, in ghisa, sono invece opera di Fellner e Helmer, i due architetti viennesi che hanno costruito teatri in mezza Europa.

Per assaggiare l'acqua si usano tazzine di porcellana con un beccuccio, che si comprano ovunque. Con l'acqua si accompagnano le oplatky, cialde sottili e croccanti, il dolce tipico della città.

Il colonnato del Mulino a Karlovy Vary
Il colonnato del Mulino a Karlovy Vary. Foto Interfase, CC BY-SA 4.0

Becherovka, la "tredicesima sorgente"

A Karlovy Vary è nato anche il liquore più famoso del paese: la Becherovka. Un commerciante di spezie, Josef Vitus Becher, ricevette la ricetta nel 1805, la provò per due anni e dal 1807 cominciò a venderla come rimedio per lo stomaco. Contiene più di venti erbe e spezie, e la ricetta è ancora segreta. I cechi la chiamano scherzando la "tredicesima sorgente" della città.

Nella vecchia fabbrica del 1867 c'è il museo Jan Becher, con la storia della ditta e una degustazione finale. Si beve fredda, liscia, oppure con l'acqua tonica: in ceco questo cocktail si chiama beton.

Ospiti illustri e il festival del cinema

Karlovy Vary è stata per due secoli il salotto d'Europa. Ci vennero Pietro il Grande, Bach, Beethoven, Dvořák e Goethe, che ci soggiornò tredici volte. Sopra la città, nei boschi, si sale con una funicolare alla torre panoramica Diana.

Ogni anno a inizio luglio la città ospita il Festival internazionale del cinema, uno dei più antichi del mondo: è nato nel 1946. Il premio principale è il Globo di cristallo, e lo hanno vinto anche due film italiani: La finestra di fronte di Ferzan Özpetek nel 2003 e Certi bambini dei fratelli Frazzi nel 2004. In fondo al viale termale c'è il Grandhotel Pupp, dove Beethoven tenne un concerto nel 1812 e che qualcuno riconoscerà da Casino Royale.

Il Grandhotel Pupp, salotto storico di Karlovy Vary
Il Grandhotel Pupp, salotto storico di Karlovy Vary. Foto Manecke, CC BY-SA 3.0

Mariánské Lázně, la città giardino

A circa cinquanta chilometri a sud c'è Mariánské Lázně, in tedesco Marienbad. È più giovane e più verde di Karlovy Vary. Le sorgenti erano note ai monaci del vicino monastero di Teplá, ma la città vera e propria nasce nei primi anni dell'Ottocento: il nome compare nel 1808. Il giardiniere Václav Skalník trasformò una valle paludosa in un grande parco, e ancora oggi gli alberghi sembrano ville sparse nel verde.

Il simbolo è il colonnato in ghisa, lungo 135 metri, del 1888–89. Davanti c'è la fontana cantante: da maggio a ottobre, ogni ora dispari, l'acqua si muove a tempo di musica, e la sera con le luci. Qui vennero Goethe, Chopin, Mark Twain e il re inglese Edoardo VII, che ci tornò nove volte.

Il colonnato e la fontana cantante di Mariánské Lázně
Il colonnato e la fontana cantante di Mariánské Lázně. Foto Ajemmirek, CC BY-SA 4.0

Františkovy Lázně, la più piccola

Vicino a Cheb, a pochi chilometri dalla Germania, c'è Františkovy Lázně, fondata nel 1793 e chiamata così in onore dell'imperatore Francesco II. È la più piccola e la più ordinata delle tre, con edifici neoclassici e parchi. È nota per i fanghi e i bagni di torba.

Il suo simbolo è una piccola statua di un bambino con un pesce, detta František, del 1924. Secondo una leggenda nata, pare, da un fotografo del posto per attirare i visitatori, chi gli tocca l'alluce del piede sinistro avrà presto un figlio. L'originale è nel museo, in strada c'è una copia.

La statuetta di František, simbolo di Františkovy Lázně
La statuetta di František, simbolo di Františkovy Lázně. Foto Rawac, CC BY-SA 3.0

Il mio consiglio

Se avete un solo giorno, andate a Karlovy Vary in bus la mattina presto e camminate lungo il fiume da un colonnato all'altro, assaggiando le sorgenti. Se avete due giorni, dormite a Mariánské Lázně: la sera, con la fontana illuminata e i parchi vuoti, è un'altra città. E se vi piacciono le storie dei grandi ospiti del passato, un'altra volta andate a Duchcov, dove Casanova passò i suoi ultimi anni: ne parlo nell'articolo Cinque gite in giornata da Praga.