Il calendario ceco ha feste che conosciamo, vissute in modo diverso, e altre che da noi non esistono. Le date sono nell'articolo sugli eventi di Praga mese per mese: qui racconto cosa succede in quei giorni e dove vederlo.
Masopust, il carnevale
La parola masopust viene da "lasciare la carne": è lo stesso significato del nostro carnevale, da carne levare. Il periodo va dall'Epifania al martedì prima delle Ceneri, e ha anche il suo giovedì grasso, il tučný čtvrtek. Non aspettatevi Viareggio: è una festa di paese, con maschere tradizionali (l'orso, la cavalla, lo spazzacamino, la sposa), una banda e tanto maiale.
A Praga ogni quartiere fa il suo. Nel 2026 erano in programma, tra gli altri, i cortei di Žižkov, Karlín, Smíchov, Břevnov e Malá Strana, quest'ultimo da piazza Loreta fino a Kampa. Per il masopust più autentico bisogna uscire da Praga: quello dei villaggi intorno a Hlinsko, nella regione di Pardubice, è patrimonio immateriale dell'UNESCO dal 2010.

Pasqua e la pomlázka
Qui il giorno che conta è il Lunedì di Pasqua. Al mattino i ragazzi girano con la pomlázka, un frustino di rami di salice intrecciati con nastri colorati, e danno qualche colpetto sulle gambe delle ragazze recitando una filastrocca. Non è una punizione: il nome viene da "ringiovanire", e il colpo dovrebbe portare salute e freschezza per tutto l'anno. In cambio le ragazze regalano uova dipinte, le kraslice, e legano un nastro al frustino.
Oggi in città la scena si vede soprattutto in famiglia. Quello che vedrete di sicuro sono i mercatini di Pasqua in Piazza della Città Vecchia e in Piazza Venceslao, con pomlázky, uova decorate, il mazanec (un pane dolce rotondo) e il beránek, un dolce a forma di agnello che ricorda l'agnello di pasta di mandorle del nostro Sud.

Il 30 aprile: si bruciano le streghe
La sera del 30 aprile, la Filipojakubská noc, in tutto il Paese si accendono falò e si brucia un fantoccio di paglia e stracci vestito da strega. È l'addio all'inverno, e un tempo serviva a tenere lontani gli spiriti cattivi.
A Praga, se il tempo è secco, il comune può vietare i fuochi liberi nei parchi e nei boschi: restano gli eventi organizzati con i vigili del fuoco. Il più grande è quello del parco Ladronka, a Praga 6, con ingresso libero, concerti, giochi per bambini travestiti da streghe e il falò la sera.

Il 1° maggio: un bacio sotto gli alberi in fiore
Il 1° maggio per i cechi non è solo la festa dei lavoratori: è la festa degli innamorati. Tutto parte da Máj, il poema romantico di Karel Hynek Mácha, che si apre con un verso che qui tutti conoscono: "Era tarda sera, il primo maggio". Le coppie si baciano sotto un albero in fiore, di solito un ciliegio, e la tradizione dice che una ragazza che non riceve un bacio così "seccherà" entro l'anno.
Il posto è la statua di Mácha nei giardini di Petřín, opera di Josef Václav Myslbek, realizzata tra il 1910 e il 1912 e restaurata di recente con una raccolta pubblica.

Il 28 ottobre: nasce la Cecoslovacchia
Il 28 ottobre 1918 a Praga fu proclamato lo Stato cecoslovacco. Le autorità depongono corone al Memoriale nazionale di Vítkov e la sera il presidente consegna le onorificenze di Stato al Castello. Per un visitatore il bello sono le porte aperte: in genere si possono visitare il Senato, la Camera dei deputati e la sede del governo, e molti musei, tra cui il Museo Nazionale, hanno l'ingresso gratuito.

L'11 novembre: San Martino, l'oca e il vino nuovo
Anche qui, come da noi, San Martino vuol dire vino nuovo. Il svatomartinské víno è il primo vino dell'annata, quasi tutto moravo. Per tradizione le prime bottiglie si aprono l'11 novembre alle 11:11. Si beve con l'oca arrosto, i knedlíky e il cavolo rosso. Un proverbio dice che Martino arriva su un cavallo bianco, cioè porta la prima neve.
A Praga l'11 novembre alle 11:11 parte dal Ponte Carlo un corteo con San Martino a cavallo, undici oche e soldati romani, che consegna un carretto di neve al sindaco in piazza dei Crociati, dove poi c'è un mercato. Nei weekend vicini di solito c'è una grande festa del vino nuovo a Náplavka, e a Vyšehrad spesso si fa un corteo di lanterne.

Il 17 novembre: due anniversari in uno
Il 17 novembre ricorda due date. Nel 1939 i nazisti chiusero le università ceche dopo le proteste studentesche, arrestarono più di mille studenti e ne fucilarono nove: da qui nasce la Giornata internazionale degli studenti. Nel 1989 un corteo di studenti partito da Albertov fu caricato dalla polizia in Národní třída: fu l'inizio della Rivoluzione di velluto.
Al mattino ci si ritrova ad Albertov e alla Hlávkova kolej, il collegio di Jan Opletal, lo studente la cui morte nel 1939 scatenò le proteste. Poi tutti in Národní třída, dove sotto i portici una piccola targa con le mani in bronzo ricorda il 1989: lì si lasciano candele e fiori. Lungo la via c'è una grande festa di strada, il Korzo Národní.

E poi Mikuláš
La sera del 5 dicembre San Nicola gira per le strade con un angelo e un diavolo. Ne parlo nell'articolo su Natale a Praga.
Il mio consiglio
Se dovete scegliere una sola di queste feste, venite a cavallo tra il 30 aprile e il 1° maggio: la sera il falò a Ladronka, il giorno dopo Petřín in fiore. È primavera piena, e vedrete i praghesi festeggiare per sé, non per i turisti.