Nell'articolo sugli eventi di Praga mese per mese ho accennato alla Primavera di Praga. Ma la musica qui non si ferma a maggio: da giugno a novembre c'è quasi sempre un festival in corso. Ecco i principali, con le sale dove ascoltarli e qualche presenza italiana che vale la pena conoscere.
Le due grandi sale
Quasi tutti i festival classici passano da due edifici. Il Rudolfinum, sul fiume accanto al ponte Mánes, è la casa della Filarmonica Ceca: la sala principale porta il nome di Dvořák. L'Obecní dům, la Casa municipale accanto alla Torre delle Polveri, è un capolavoro liberty: la sua sala più grande, la Smetanova síň, è dedicata a Smetana. Anche solo per l'architettura, un concerto in una delle due vale il biglietto.

Maggio-giugno: la Primavera di Praga
Il Pražské jaro, la Primavera di Praga, è nato nel 1946 ed è il più importante festival di musica classica del Paese. Dal 1952 si apre sempre il 12 maggio, anniversario della morte di Bedřich Smetana, con il suo ciclo sinfonico Má vlast (La mia patria). È lo stesso ciclo che contiene Vltava, il brano sulla Moldava che quasi tutti abbiamo sentito almeno una volta. Il concerto si tiene nella Smetanova síň, e al mattino si rende omaggio alla tomba del compositore nel cimitero di Vyšehrad.
Il festival dura circa tre settimane e chiude ai primi di giugno. Nel 2026, per l'81ª edizione, l'apertura è stata affidata all'Orchestra sinfonica della Radio ceca, e la chiusura, il 4 giugno, alla Messa da Requiem di Verdi, diretta da Daniele Gatti con la Staatskapelle di Dresda e, tra i solisti, il soprano Eleonora Buratto e il basso Riccardo Zanellato.
Accanto ai concerti c'è un concorso internazionale per giovani musicisti, nato un anno dopo il festival. Tra i vincitori del passato c'è anche un italiano, il pianista Giovanni Bellucci.

Giugno-luglio: Prague Proms
I Prague Proms esistono dal 2005 e sono legati all'Orchestra sinfonica nazionale ceca. L'idea è quella dei Proms londinesi: musica di qualità, ma senza solennità. Il festival parte a metà giugno e mescola classica, jazz, colonne sonore e serate a tema dedicate al cinema. Il cuore è ancora la Smetanova síň, con concerti anche in jazz club e chiese. È una buona scelta per chi non ama i programmi troppo impegnativi o viene con ragazzi.
Luglio: il jazz gratis
Il Bohemia JazzFest gira ogni luglio per diverse città ceche ed è tradizionalmente gratuito. A Praga per molti anni si è tenuto in Piazza della Città Vecchia; nel 2026 la tappa praghese è stata nel Giardino reale del Castello, accanto al Belvedere. La sede cambia: controllate il programma dell'anno.
Il resto dell'anno il jazz si ascolta nei club. Il più famoso è il Reduta, in Národní, aperto nel 1957: qui nel 1994 Bill Clinton suonò il sassofono che gli aveva regalato Václav Havel. Un altro indirizzo storico è l'AghaRTA, in Città Vecchia.

Settembre: Dvořákova Praha
Il festival Dvořákova Praha (Praga di Dvořák) è giovane, è nato nel 2008, ma in pochi anni è diventato uno dei più seguiti. Si tiene a settembre, soprattutto nella sala Dvořák del Rudolfinum, e porta a Praga grandi orchestre straniere accanto a quelle ceche.
Per noi l'edizione 2026 è stata speciale: l'ha aperta il 5 settembre la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly, con la Sinfonia dal Nuovo Mondo e il Concerto per violoncello di Dvořák. Il giorno dopo l'orchestra milanese è tornata sul palco con un secondo concerto. In programma c'era anche una serata barocca diretta da Andrea Marcon, uno dei grandi interpreti italiani del barocco.
Novembre: Prague Sounds, ex Struny podzimu
Molti lo conoscono ancora con il vecchio nome, Struny podzimu (Corde d'autunno). Nacque nel 1996 al Castello di Praga, negli anni della presidenza Havel, e nel 2004 si spostò nelle sale della città. Dal 2022 si chiama Prague Sounds. È il festival più eclettico: classica contemporanea e antica, jazz, elettronica, musica dal mondo e cantautori. Nel 2026 si tiene dal 2 al 22 novembre, tra il Rudolfinum, il palazzo Lucerna, chiese e spazi alternativi. Se cercate qualcosa che in Italia non trovereste facilmente, guardate qui.

Il mio consiglio
Se potete scegliere una sola data, scegliete il 12 maggio: ascoltare Má vlast nella sala liberty dell'Obecní dům, con il pubblico ceco che la sente come un inno, è un'esperienza unica. Se invece volete un pezzo d'Italia, guardate il programma di settembre del Dvořákova Praha: le orchestre e i direttori italiani ci passano spesso. E per altra musica italiana in città, tutto l'anno, c'è l'articolo su opera e concerti italiani a Praga.