Libuše e le leggende di Vyšehrad, dove nasce Praga
Una principessa che vede il futuro, un re contadino, la guerra delle fanciulle e un cavallo che salta nella Moldava
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Ogni città ha la sua leggenda delle origini. Roma ha Romolo e Remo, Praga ha Libuše. E il luogo di queste storie è Vyšehrad, la rocca sulla Moldava a sud del centro, che i praghesi considerano il cuore antico della loro storia. Le leggende le raccontò per primo il cronista Cosma di Praga, nel XII secolo. Poi sono state ripetute per secoli, nei libri di scuola, nei quadri, nelle opere liriche.

La profezia di Libuše
Libuše era la più giovane delle tre figlie del principe Krok, e la più saggia. Una sorella era guaritrice, l'altra maga, lei vedeva il futuro. Alla morte del padre fu scelta per governare. Un giorno, da una rupe a picco sulla Moldava, ebbe una visione e disse: "Vedo una grande città, la cui gloria toccherà le stelle."
Ordinò di costruire un castello in un bosco, dove avrebbero trovato un uomo intento a fare una soglia per la sua casa. Soglia in ceco si dice práh: da qui, secondo la leggenda, viene il nome Praha.
Il re che arava i campi
Gli uomini della tribù non volevano essere governati da una donna e le chiesero di sposarsi. Libuše indicò il marito con un'altra visione. Mandò i suoi consiglieri a seguire un cavallo lasciato libero, che li portò al villaggio di Stadice. Lì trovarono un contadino che arava il campo: Přemysl. Lo portarono a Libuše, che lo sposò. Da loro nacque la dinastia dei Přemyslidi, che regnò sulla Boemia per secoli.
Nel prato di Vyšehrad c'è la loro statua, scolpita da Josef Václav Myslbek. È uno dei quattro gruppi che alla fine dell'Ottocento decoravano gli angoli del ponte Palacký. Nel febbraio 1945 un bombardamento colpì il ponte e le statue furono danneggiate. Dopo la guerra furono portate qui. Quella di Libuše e Přemysl era troppo rovinata per essere restaurata: quella che vedete è una copia.

Bedřich Smetana dedicò a Libuše un'opera, con cui nel 1881 fu inaugurato il Teatro Nazionale. Ancora oggi i cechi la considerano un'opera per le grandi occasioni.
La guerra delle fanciulle
Dopo la morte di Libuše, racconta la leggenda, le donne del suo seguito persero il loro potere e si ribellarono. Guidate da Vlasta, costruirono un loro castello, Děvín, e dichiararono guerra agli uomini.
L'episodio più famoso è quello di Šárka. Le fanciulle la legarono a un albero e la lasciarono nel bosco come esca. Il giovane guerriero Ctirad la trovò e la liberò, ma era una trappola: le compagne di Šárka uscirono dal bosco, uccisero il suo seguito e presero Ctirad prigioniero. La valle dove successe si chiama ancora oggi Divoká Šárka, "Šárka selvaggia". Secondo una versione della leggenda, Šárka, pentita, si gettò da una rupe, che da allora si chiama Dívčí skok, il "Salto della fanciulla".
Nella cronica di Cosma la storia ha un tono quasi scherzoso. Solo nelle versioni più tarde diventò una guerra sanguinosa. Anche Ctirad e Šárka hanno la loro statua di Myslbek a Vyšehrad.

Il salto di Šemík
L'ultima leggenda è quella che i bambini cechi amano di più. Il cavaliere Horymír era stato condannato a morte. Come ultimo desiderio chiese di fare un giro a cavallo nel cortile di Vyšehrad sul suo fedele Šemík. Il cavallo prese la rincorsa, saltò dalle mura altissime giù nella Moldava e portò in salvo il suo padrone fino a casa, a Neumětely. Ma il salto lo aveva ferito, e poco dopo morì. Si racconta che sia sepolto proprio a Vyšehrad.
Il mio consiglio
Andate a Vyšehrad nel tardo pomeriggio. Passeggiate sulle mura verso il fiume, guardate il tramonto sulla Moldava e poi visitate il cimitero dove sono sepolti Dvořák, Smetana e Mucha. Lì vicino c'è anche la colonna del diavolo, di cui parlo nell'articolo sulle leggende di Praga.