Il Golem di Praga: la leggenda e i luoghi dove cercarlo
Un gigante d'argilla, un rabbino sapiente, una soffitta chiusa da secoli e una statua con una rosa
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Di tutte le leggende di Praga, quella del Golem è la più famosa nel mondo. È stata raccontata in romanzi, film e fumetti, e ancora oggi nel quartiere ebraico si vendono statuine d'argilla del gigante. Ma la storia ha luoghi precisi, che si possono andare a vedere. Ecco la leggenda, e dove cercarla.
Il rabbino Löw, uomo vero
Il protagonista della leggenda è esistito davvero. Jehuda Löw ben Becalel, chiamato il Maharal, fu rabbino capo di Praga alla fine del Cinquecento, al tempo dell'imperatore Rodolfo II. Era un grande studioso: fondò una scuola talmudica e scrisse molti libri. Nel 1592 fu ricevuto al Castello dall'imperatore. Di cosa parlarono non si sa, e proprio per questo nacquero le storie su alchimia e cabala. Morì a Praga nel 1609.
La leggenda del Golem si legò al suo nome molto più tardi: le versioni scritte che conosciamo sono dell'Ottocento.
Il gigante d'argilla
La leggenda racconta che il rabbino, per proteggere il ghetto dalle persecuzioni, modellò un uomo con l'argilla della Moldava. Gli diede vita mettendogli in bocca un foglietto con il nome di Dio, lo shem. Il Golem era fortissimo, obbediente e muto. Faceva i lavori pesanti e sorvegliava le strade del quartiere.
Ogni venerdì sera, prima del sabato, il rabbino gli toglieva lo shem, perché anche il Golem doveva riposare. Una sera se ne dimenticò, e il gigante si scatenò per le strade. Il rabbino riuscì a strappargli il foglietto davanti alla sinagoga, e il Golem cadde a terra in pezzi. In altre versioni sulla fronte aveva scritto emet, "verità". Bastava cancellare la prima lettera per lasciare met, "morto".
La soffitta che nessuno apre
Secondo la leggenda, i resti del Golem furono portati nella soffitta della Sinagoga Vecchia-Nuova, pronti a tornare in vita se un giorno ce ne fosse stato bisogno. Il rabbino vietò a chiunque di salirci.
La sinagoga è del 1270 ed è la più antica d'Europa ancora in uso. Guardatela dal lato della strada: sul muro c'è una scala di ferro che sale verso la soffitta, ma comincia a tre metri da terra. Si racconta che un rabbino del Settecento salì quei gradini e tornò giù tremando, senza dire cosa avesse visto. Nel 1883 la soffitta fu restaurata, e nel 2014 è stata esplorata: del Golem nessuna traccia. Ma la leggenda non si fa smontare così facilmente.

Il Golem sepolto a Žižkov
C'è una versione più recente e ancora più strana. Il corpo del Golem sarebbe stato portato via dalla soffitta e sepolto su una collina di Žižkov. Proprio lì oggi c'è la torre della televisione, quella con i bambini di bronzo che "gattonano" sul fusto. Quando la guardate, pensate a cosa ci sarebbe sotto.

La statua con la rosa
All'angolo del Municipio Nuovo, accanto al Klementinum, c'è una statua scura del rabbino Löw, opera dello scultore Ladislav Šaloun. Accanto al rabbino c'è una giovane donna nuda che gli porge una rosa. È la morte. Secondo una leggenda, il rabbino era tanto saggio che la morte non riusciva ad avvicinarlo, e alla fine lo raggiunse nascosta nel profumo di una rosa.

La tomba nel vecchio cimitero
Il rabbino Löw è sepolto nel Vecchio cimitero ebraico, tra migliaia di lapidi inclinate una sull'altra. La sua tomba è una delle più grandi, decorata con un leone, che in tedesco si dice Löwe. I visitatori lasciano sulla lapide sassolini e bigliettini con i loro desideri, come vuole la tradizione ebraica.
Il Golem nei libri e al cinema
Nel 1915 lo scrittore austriaco Gustav Meyrink pubblicò il romanzo Il Golem, ambientato nel ghetto di Praga, che ebbe un enorme successo. Nel 1920 Paul Wegener portò il gigante al cinema con un film muto diventato un classico dell'espressionismo tedesco. Da lì il Golem è arrivato fino ai videogiochi di oggi.
Il mio consiglio
Andate a Josefov la mattina presto, quando i gruppi non sono ancora arrivati. Il silenzio del vecchio cimitero aiuta a capire perché qui sono nate tante leggende. E se volete continuare, trovate altre storie nell'articolo sulle leggende di Praga.