ciaopraga

Home / Itinerari

La Praga comunista: architettura e monumenti dal 1948 al 1989

Dal realismo socialista al cemento degli anni Settanta: dove si vede ancora la città del regime, e dove la si ricorda

Sezione
Itinerari
Lettura
7 minuti
Pubblicato
Il monumento a Stalin sulla collina di Letná, tra il 1955 e il 1962
Il monumento a Stalin sulla collina di Letná, tra il 1955 e il 1962. Foto Miroslav Vopata, CC BY 2.5

Per quarantuno anni, dal colpo di Stato del febbraio 1948 alla Rivoluzione di velluto del 1989, Praga è stata governata dal Partito comunista. Ha lasciato grattacieli in stile sovietico, monumenti spariti ed edifici di cemento a lungo considerati brutti e oggi tutelati. Questo itinerario mette insieme l'architettura del regime e i luoghi che ne ricordano le vittime. Per gli anni delle proteste, il 1968 e il 1989, ho scritto un articolo a parte: Praga 1968 e 1989.

L'Hotel International, il "dolce di Stalin" di Dejvice

Il primo stile del regime fu il realismo socialista, importato da Mosca: torri, stelle, operai e contadini nei rilievi. L'esempio più completo a Praga è l'Hotel International a Dejvice. Fu costruito tra il 1952 e il 1956 su progetto di František Jeřábek. In origine doveva ospitare gli ufficiali in visita e si chiamava Hotel Družba, cioè "amicizia" in russo.

È alto 88 metri e in cima ha una stella a cinque punte: rossa sotto il regime, verde negli anni Novanta, dorata dal 2007. Dal 2000 è monumento culturale e conserva molte decorazioni originali.

L'ex Hotel International a Dejvice, in stile realismo socialista
L'ex Hotel International a Dejvice, in stile realismo socialista. Foto Matěj Baťha, CC BY-SA 2.5

Letná: il monumento a Stalin che durò sette anni

Sulla collina di Letná, sopra la Moldava, il 1° maggio 1955 fu inaugurato un monumento a Stalin gigantesco: un gruppo di granito alto 15,5 metri e lungo 22, con il dittatore alla testa di una fila di figure del popolo. I praghesi lo chiamavano, a bassa voce, "la coda per la carne". Lo scultore Otakar Švec non vide l'inaugurazione: si tolse la vita prima della cerimonia.

Pochi anni dopo, con la destalinizzazione, il monumento diventò imbarazzante. Nell'autunno del 1962 fu fatto saltare con circa 800 chili di esplosivo. Resta il basamento enorme, con le scalinate. Dal 1991 sopra c'è il metronomo di Vratislav Karel Novák, che segna il tempo sulla città.

Il monumento a Stalin sulla collina di Letná, tra il 1955 e il 1962
Il monumento a Stalin sulla collina di Letná, tra il 1955 e il 1962. Foto Miroslav Vopata, CC BY 2.5

Vítkov, il mausoleo di Gottwald

Sulla collina di Vítkov, a Žižkov, c'è un grande edificio bianco con davanti la statua equestre del condottiero hussita Jan Žižka, opera di Bohumil Kafka: alta nove metri, fu inaugurata nel 1950. Il Memoriale nazionale era nato negli anni Trenta per i legionari cecoslovacchi della Prima guerra mondiale.

Dopo la morte di Klement Gottwald, il primo presidente comunista, nel marzo 1953, il suo corpo imbalsamato fu esposto qui, sul modello di Lenin a Mosca. Il mausoleo chiuse il 1° aprile 1962 e nel giugno di quell'anno il corpo fu cremato. Oggi il Memoriale appartiene al Museo Nazionale e ospita mostre sulla storia del Novecento ceco.

Il Memoriale nazionale di Vítkov con la statua di Jan Žižka
Il Memoriale nazionale di Vítkov con la statua di Jan Žižka. Foto Eleospili, CC BY-SA 3.0

Il centro degli anni Settanta: Kotva e Intercontinental

Negli anni Settanta in centro arrivano vetro, metallo e cemento a vista. Il grande magazzino Kotva, in piazza della Repubblica, fu costruito tra il 1970 e il 1975 da Věra e Vladimír Machonin. La pianta è fatta di esagoni incastrati come un alveare. Dal 2019 è monumento culturale. C'è anche un angolo italiano: oggi è di proprietà di Generali Real Estate e, dopo il restauro in corso, dovrebbe ospitare marchi come Eataly e Cipriani.

Poco lontano, sulla riva della Moldava, c'è l'ex Hotel Intercontinental, costruito tra il 1968 e il 1974 su progetto di Karel Filsak, Karel Bubeníček e Jaroslav Švec. È uno degli esempi più noti di brutalismo a Praga. Dopo un restauro durato cinque anni ha riaperto nel 2025 come Fairmont Golden Prague.

Il grande magazzino Kotva in piazza della Repubblica
Il grande magazzino Kotva in piazza della Repubblica. Foto Aktron, CC BY-SA 3.0

La Nová scéna e il Parlamento sopra la Borsa

Accanto al Teatro Nazionale c'è la Nová scéna, costruita tra il 1977 e il 1983 su progetto di Karel Prager. La facciata è fatta di blocchi di vetro disegnati dall'artista Stanislav Libenský. Ha aperto nel 1983 ed è oggi la sede della Laterna Magika.

Sempre di Prager è il palazzo accanto al Museo Nazionale, in cima a piazza Venceslao. Tra il 1966 e il 1974 l'architetto costruì sopra la vecchia Borsa degli anni Trenta un edificio sospeso, una "casa sopra la casa". Fu la sede dell'Assemblea federale cecoslovacca, poi dal 1995 di Radio Free Europe. Oggi fa parte del Museo Nazionale.

La Nová scéna, la casa della Laterna Magika
La Nová scéna, la casa della Laterna Magika. Foto Che, CC BY-SA 2.5

Sotto piazza Venceslao: il bunker dell'Hotel Jalta

A metà della piazza c'è l'Hotel Jalta, aperto il 1° giugno 1958 su progetto di Antonín Tenzer, un realismo socialista più sobrio e già quasi moderno. Sotto l'albergo c'è un rifugio antiatomico per circa 150 persone, pensato per i vertici del regime e del Patto di Varsavia. Fino al 1989 da lì sotto la polizia segreta ascoltava gli ospiti stranieri con le microspie. Oggi è il Museo della Guerra fredda, visitabile solo con guida.

Il Museo Nazionale in cima a piazza Venceslao
Il Museo Nazionale in cima a piazza Venceslao. Foto Szczecinolog, CC BY-SA 4.0

La città di tutti i giorni: metro, panelák e la torre

La prima tratta della metropolitana aprì il 9 maggio 1974. La stazione Anděl si chiamava Moskevská quando fu inaugurata nel 1985 e fu progettata da architetti sovietici, mentre a Mosca i tecnici cecoslovacchi costruivano la stazione Pražskaja. Prese il nome attuale nel 1990, ma il rilievo sull'amicizia ceco-sovietica è ancora lì.

Per capire come viveva la maggior parte dei praghesi bisogna andare in periferia, tra i panelák, i palazzi di pannelli prefabbricati. Jižní Město, costruito dagli anni Settanta alla fine degli anni Ottanta, è il più grande quartiere di questo tipo del Paese. L'ultima opera del regime è la torre della TV di Žižkov, alta 216 metri, costruita tra il 1985 e il 1992 in parte sopra un antico cimitero ebraico. Delle sculture che oggi la rendono famosa racconto nelle dieci curiosità su Praga.

I bambini di David Černý sulla torre di Žižkov
I bambini di David Černý sulla torre di Žižkov. Foto Raimond Spekking, CC BY-SA 4.0

Ricordare le vittime: Újezd e il Museo del comunismo

Ai piedi di Petřín, alla fermata del tram Újezd, c'è il Memoriale alle vittime del comunismo di Olbram Zoubek, inaugurato il 22 maggio 2002. Sei figure di bronzo scendono una scalinata e a ogni gradino si sgretolano un po' di più. Una striscia di bronzo riporta le cifre della repressione: oltre 205.000 arrestati, 248 giustiziati, 4.500 morti in carcere, 327 uccisi mentre cercavano di passare il confine.

Il Museo del comunismo, aperto nel 2001 e oggi in via V Celnici vicino a piazza della Repubblica, ricostruisce la vita quotidiana: un'aula, un negozio dagli scaffali mezzi vuoti, una stanza degli interrogatori.

Il Memoriale alle vittime del comunismo a Újezd
Il Memoriale alle vittime del comunismo a Újezd. Foto High Contrast, CC BY 3.0 DE

Il mio consiglio

Comincio da Letná e finisco a Újezd: prima l'architettura del potere, poi il ricordo di chi lo ha subito. Ai monumenti del regime i praghesi guardano con un misto di ironia e fastidio, ed è giusto visitarli con rispetto: il basamento di Stalin oggi è un ritrovo di skater e di chi aspetta il tramonto, il Memoriale di Újezd è un luogo di raccoglimento.