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Il Bambino di Praga: la statuina che ha conquistato anche l'Italia

Una principessa, le mani spezzate, un guardaroba da tutto il mondo e un santuario in Liguria

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Leggende e misteri
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La statuina originale del Bambino di Praga
La statuina originale del Bambino di Praga. Foto René Fluger, ČTK, CC BY-SA 3.0

Molti italiani, soprattutto quelli che vengono da famiglie religiose, conoscono il Bambino di Praga prima ancora di sapere dove sia Praga. La statuina con la corona e il globo in mano è in tante case e chiese italiane. Pochi sanno che l'originale è una figurina alta meno di mezzo metro, in una chiesa di Malá Strana. La sua storia sta tra fede, fatti storici e leggenda.

La statuina originale del Bambino di Praga
La statuina originale del Bambino di Praga. Foto René Fluger, ČTK, CC BY-SA 3.0

Dalla Spagna alla Boemia

La statuina è di legno rivestito di cera ed è di origine spagnola. Arrivò in Boemia nel 1556, con María Manrique de Lara, una nobildonna spagnola che sposò un grande signore ceco, Vratislav di Pernštejn. In famiglia si raccontava che l'avesse ricevuta in dono niente meno che da santa Teresa d'Avila. È una leggenda, ma ha accompagnato la statuina per secoli.

María la regalò a sua figlia Polissena per le nozze. Nel 1628 Polissena, ormai principessa di Lobkowicz, la donò ai frati carmelitani scalzi, che erano molto poveri, con queste parole: "Onoratela, e non sarete mai poveri."

Una chiesa luterana diventata della Vittoria

La chiesa dove si trova oggi ha una storia curiosa. La costruirono i luterani di lingua tedesca tra il 1611 e il 1613. Dopo la battaglia della Montagna Bianca, nel 1620, l'imperatore Ferdinando II la diede ai carmelitani. Fu dedicata a Santa Maria della Vittoria, in ricordo della vittoria cattolica. Lo stesso nome, per la stessa battaglia, ha a Roma la chiesa che custodisce l'Estasi di santa Teresa del Bernini.

L'altare del Bambino di Praga in Santa Maria della Vittoria
L'altare del Bambino di Praga in Santa Maria della Vittoria. Foto Balou46, CC BY-SA 3.0

Le mani spezzate di padre Cirillo

Durante la Guerra dei Trent'anni il convento fu saccheggiato. La statuina fu gettata tra i rifiuti dietro l'altare, con le mani spezzate, e lì restò dimenticata per anni. Nel 1637 la ritrovò un frate, padre Cirillo. Racconta la tradizione che, mentre pregava davanti a lei, sentì una voce: "Abbi pietà di me e io avrò pietà di te. Ridammi le mani e io ti darò la pace."

Padre Cirillo fece riparare la statuina e cominciò a diffonderne la devozione. Da allora le sono attribuite grazie e guarigioni, e i pellegrini arrivano da tutto il mondo. Nel 1655 fu solennemente incoronata. Nel 2009 anche papa Benedetto XVI, in visita nella Repubblica Ceca, è venuto a pregare qui.

Il guardaroba più famoso di Praga

Il Bambino non è mai "nudo": le suore carmelitane lo vestono con abiti diversi a seconda dei periodi dell'anno liturgico. Nei secoli fedeli di tutto il mondo gli hanno regalato vestiti ricamati, dalle Filippine al Messico, dalla Polonia al Brasile. Una parte è esposta nel piccolo museo al piano superiore della chiesa. Anche chi non è credente resta colpito dalla varietà dei ricami.

Alcuni abiti del Bambino di Praga esposti nel museo della chiesa
Alcuni abiti del Bambino di Praga esposti nel museo della chiesa. Foto Sean Goggins, CC BY 2.0

Il santuario italiano di Arenzano

La devozione arrivò presto anche in Italia. Il centro più importante è ad Arenzano, vicino a Genova, dove i carmelitani scalzi avevano un convento. Nel 1900 vi fu esposto un quadretto del Bambino di Praga. Due anni dopo una nobildonna di Savona, la marchesa Delfina Gavotti, donò una statua, e il culto crebbe così tanto che si decise di costruire una nuova chiesa. È il primo santuario in Italia dedicato al Bambino di Praga.

Nel 1924 la statua di Arenzano fu incoronata. Nel 1928 la chiesa diventò basilica minore. Ancora oggi è una meta di pellegrinaggio, e ogni anno vi si celebra una grande festa del Bambino. Così un pezzo di Malá Strana vive sulla Riviera ligure.

Il santuario del Bambino Gesù di Praga ad Arenzano, in Liguria
Il santuario del Bambino Gesù di Praga ad Arenzano, in Liguria. Foto Davide Papalini, CC BY 2.5

Il mio consiglio

Entrate in chiesa la mattina in un giorno feriale, quando è più tranquilla. Il museo degli abiti è piccolo ma merita i dieci minuti della visita. Uscendo, a pochi passi, c'è la salita verso Petřín, oppure la Vlašská, la strada degli italiani.