Praga si pensa cattolica, barocca e un po' laica. Eppure c'è una Praga ortodossa, piccola ma piena di storie: una chiesa di legno arrivata dai Carpazi, una cattedrale dove si è combattuta una delle battaglie più famose della Resistenza europea, e una chiesa russa con le cupole d'oro in mezzo a un cimitero. Ecco come vederle in ordine, da ovest a est.
Prima di partire: Cirillo, Metodio e la Chiesa ortodossa ceca
Tutto comincia nel IX secolo. Il principe Rastislav della Grande Moravia chiede a Costantinopoli qualcuno che spieghi la fede cristiana nella lingua del suo popolo. Arrivano due fratelli di Salonicco, Cirillo e Metodio. Traducono la liturgia in slavo e inventano un alfabeto per scriverlo.
C'è anche un legame con l'Italia. I due fratelli andarono a Roma, e lì Cirillo morì il 14 febbraio 869. È sepolto nella basilica di San Clemente. Nel 1980 Giovanni Paolo II li ha proclamati compatroni d'Europa. In Repubblica Ceca il 5 luglio, giorno a loro dedicato, è festa nazionale.
La Chiesa ortodossa delle terre ceche e della Slovacchia si richiama a quella tradizione, ma come istituzione è giovane. Nasce dopo il 1918, nella nuova Cecoslovacchia, con l'aiuto della Chiesa serba. È autocefala, cioè indipendente: l'autonomia le fu concessa da Mosca nel 1951 e riconosciuta da Costantinopoli nel 1998. Oggi conta circa 75.000 fedeli, più in Slovacchia che in Repubblica Ceca, e quattro diocesi: Praga, Olomouc-Brno, Prešov e Michalovce.
1. La chiesa di legno di San Michele a Petřín
Si parte dal giardino Kinský, sul fianco sud di Petřín, a due passi dalla fermata del tram Švandovo divadlo. Tra gli alberi c'è una chiesetta in legno che sembra uscita da un villaggio di montagna. In effetti viene da lì: dalla Rutenia subcarpatica, oggi in Ucraina, che tra le due guerre faceva parte della Cecoslovacchia. Fu smontata e ricostruita qui nel 1929.
Il 28 ottobre 2020 un incendio l'ha quasi distrutta. La città ha deciso di ricostruirla con la carpenteria tradizionale, a mano, con travi di quercia tagliate d'inverno, conservando oltre il 60% del legno originale. La fine dei lavori era prevista per il 2026, poi la chiesa passerà al Museo di Praga.

2. La cattedrale dei Santi Cirillo e Metodio e la cripta
Dal giardino Kinský si scende verso il fiume e si attraversa il ponte Jiráskův: in una ventina di minuti a piedi si arriva in via Resslova, vicino a piazza Carlo. Qui c'è la cattedrale ortodossa di Praga. Nasce come chiesa barocca di San Carlo Borromeo, costruita tra il 1730 e il 1736 su progetto di Kilián Ignác Dientzenhofer e Pavel Ignác Bayer. Dopo essere stata caserma e magazzino, fu data alla Chiesa ortodossa e consacrata ai Santi Cirillo e Metodio nel 1935.
Nel giugno 1942 qui si nascosero sette paracadutisti dell'esercito cecoslovacco in esilio. Tra loro c'erano Jozef Gabčík e Jan Kubiš, che il 27 maggio avevano attaccato Reinhard Heydrich, il governatore nazista del Protettorato. Traditi da un compagno, il 18 giugno furono circondati da SS e Gestapo. Resistettero a lungo, prima nella navata e poi nella cripta. Nessuno si arrese: cinque morirono nella chiesa, due poco dopo. Sul muro esterno si vedono ancora i fori dei proiettili.

Il prezzo fu altissimo. Il vescovo Gorazd, che aveva protetto i paracadutisti, fu fucilato il 4 settembre 1942 insieme ad altri religiosi, e la Chiesa ortodossa fu messa al bando. Oggi Gorazd è venerato come santo. Nella cripta c'è il Memoriale nazionale degli eroi dell'Heydrichiáda, con una mostra che racconta tutta la vicenda e i busti dei sette caduti. È un posto che chiede silenzio.

3. Santa Caterina, la chiesa nata da una vittoria in Italia
Da Resslova si sale per una decina di minuti verso via Viničná, dentro l'area dell'Ospedale universitario. Qui c'è Santa Caterina d'Alessandria, oggi affidata alla Chiesa ortodossa. La fondò Carlo IV nel 1355 per ringraziare di una vittoria ottenuta da giovane in Italia: la battaglia di San Felice sul Panaro, vicino a Modena, combattuta il 25 novembre 1332, giorno di santa Caterina. La torre gotica, che i praghesi chiamano "minareto di Praga", è l'unica parte rimasta della chiesa medievale. Per vederla dentro conviene informarsi prima.
4. San Nicola in Piazza della Città Vecchia
Da Santa Caterina si prende la metro B a Karlovo náměstí fino a Můstek, poi cinque minuti a piedi fino alla Piazza della Città Vecchia. La chiesa bianca di San Nicola, sempre di Dientzenhofer, oggi appartiene alla Chiesa hussita cecoslovacca e ospita concerti. Ma nella seconda metà dell'Ottocento e fino alla Prima guerra mondiale era la chiesa della comunità ortodossa russa di Praga. Di quegli anni resta il grande lampadario di cristallo a forma di corona, fatto nelle vetrerie di Harrachov e donato, secondo la tradizione, dallo zar.

5. La chiesa russa della Dormizione a Olšany
Si chiude a est. Dalla stazione Staroměstská la metro A porta in circa dieci minuti a Flora, accanto al grande cimitero di Olšany. Nella parte ortodossa c'è la chiesa della Dormizione della Madre di Dio, con le cupole a cipolla dorate. La costruirono negli anni Venti gli esuli russi fuggiti dopo la rivoluzione, con il sostegno del primo capo del governo cecoslovacco, Karel Kramář, sposato con una nobile russa. Fu consacrata nel 1925 e il progetto è dell'architetto Vladimir Brandt. Kramář e la moglie sono sepolti nella cripta.
Il mio consiglio
Fate il percorso di domenica mattina, se potete: è il momento in cui le chiese ortodosse sono aperte e si sente il canto della liturgia. In via Resslova invece andate in un giorno feriale, quando il memoriale è più tranquillo. E se vi resta tempo, a pochi passi da Olšany c'è il Nuovo cimitero ebraico con la tomba di Kafka, di cui parlo nell'itinerario sulla Praga ebraica.