Josefov è il quartiere più piccolo di Praga, e uno dei più densi di storia d'Europa. Per secoli qui ha vissuto una delle comunità ebraiche più importanti del continente. Del vecchio ghetto, demolito quasi tutto tra fine Ottocento e inizio Novecento, sono rimasti il municipio, il cimitero e sei sinagoghe. Questo è il percorso che consiglio, con due tappe fuori dal quartiere che quasi nessuno fa. La leggenda del Golem la racconto a parte, in Il Golem di Praga.
1. Il monumento a Kafka e la Sinagoga spagnola
Si parte all'incrocio tra Dušní e Vězeňská, a cinque minuti dalla Piazza della Città Vecchia. Qui c'è il monumento a Franz Kafka di Jaroslav Róna, inaugurato nel 2003: un abito vuoto, senza testa, che porta sulle spalle un piccolo Kafka. L'idea viene da un racconto giovanile dello scrittore, Descrizione di una battaglia, dove un personaggio salta in groppa a un altro.

Dietro c'è la Sinagoga spagnola, la più spettacolare. Fu costruita nel 1867–68 al posto della più antica sinagoga di Praga, la "Vecchia scuola", dove dopo il 1492 avevano trovato rifugio ebrei cacciati dalla Spagna. L'interno, tutto stucchi dorati e vetrate, imita l'Alhambra di Granada. Ospita una mostra sulla storia degli ebrei boemi dall'emancipazione a oggi. Una curiosità: František Škroup, autore dell'inno nazionale ceco, fu organista nella sinagoga che c'era prima.

2. La Sinagoga Maisel
Per Široká e poi Maiselova si arriva in tre minuti alla Sinagoga Maisel. La fece costruire nel 1590–92 Mordechai Maisel, sindaco della città ebraica e banchiere al tempo di Rodolfo II. Un incendio del 1689 la ridusse di un terzo, e l'aspetto neogotico di oggi è del primo Novecento. Dentro c'è la mostra sulla storia degli ebrei di Boemia e Moravia dal X al XVIII secolo.
3. La Sinagoga Pinkas e il Vecchio cimitero
Si torna in Široká. La Sinagoga Pinkas è del 1535, ma la si visita per quello che è diventata dopo la guerra. Sulle pareti, tra il 1955 e il 1960, i pittori Václav Boštík e Jiří John hanno scritto a mano i nomi di circa 80.000 ebrei di Boemia e Moravia uccisi nella Shoah. Al piano di sopra sono esposti i disegni dei bambini del ghetto di Terezín, fatti tra il 1942 e il 1944. La collezione conta più di quattromila disegni ed è entrata nel 2025 nel registro Memoria del mondo dell'UNESCO. Se volete vedere Terezín, ne parlo in Cinque gite in giornata da Praga.

Dalla Pinkas si entra nel Vecchio cimitero ebraico, usato dal 1439 al 1787. Lo spazio era poco e le tombe non si potevano spostare, così si aggiungeva terra e si seppelliva sopra: in certi punti gli strati sono forse dieci. Oggi restano circa dodicimila lapidi, inclinate una sull'altra. La più visitata è quella del rabbino Löw.
4. Sinagoga Klausen e Sala cerimoniale
L'uscita del cimitero porta in via U Starého hřbitova. Lì accanto c'è la Sinagoga Klausen, del 1694, la più grande del vecchio ghetto: sorge dove il rabbino Löw aveva la sua scuola. Accanto c'è la Sala cerimoniale, del 1906–08, costruita per la confraternita funebre della comunità. Entrambe sono chiuse per restauro: per Klausen il museo indica la riapertura entro il 2028. Si guardano da fuori.
5. La Sinagoga Vecchia-Nuova, la Sinagoga Alta e il municipio
Si gira l'angolo e si arriva in via Červená, davanti alla Sinagoga Vecchia-Nuova, del 1270 circa: la più antica d'Europa ancora in uso. È gotica, con il frontone a mattoni, e dentro la luce è bassa e calda. Di fronte c'è il municipio ebraico, fatto costruire anch'esso da Maisel. Guardate l'orologio più basso: i numeri sono lettere ebraiche e girano in senso antiorario.
Nello stesso edificio c'è la Sinagoga Alta, completata nel 1568. Si chiama così perché sta al primo piano. È la sinagoga dove la comunità prega ogni giorno e non fa parte del giro turistico.

6. La Sinagoga del Giubileo
Ora si esce da Josefov. In tram o con venti minuti a piedi si arriva in via Jeruzalémská, vicino alla stazione centrale. Qui c'è la Sinagoga del Giubileo, chiamata anche di Gerusalemme, inaugurata nel 1906. La facciata a strisce rosse e bianche, tra stile moresco e Art Nouveau, è dell'architetto viennese Wilhelm Stiassny. Il nome ricorda i cinquant'anni di regno di Francesco Giuseppe. È aperta ai visitatori in un periodo dell'anno che va più o meno dalla primavera a dicembre.

7. Il Nuovo cimitero ebraico e la tomba di Kafka
Ultima tappa: dalla stazione Muzeum la metro A porta in pochi minuti a Želivského. Proprio all'uscita c'è il Nuovo cimitero ebraico, aperto nel 1890 quando a Josefov non c'era più posto. Franz Kafka, morto nel 1924, è sepolto qui con i genitori, sotto una stele a forma di cristallo. Sulla tomba i visitatori lasciano sassolini e bigliettini. Nel cimitero c'è anche una targa per Max Brod, l'amico che salvò i suoi manoscritti. Il cimitero è molto grande, e lontano dai sentieri principali è silenzioso e romantico.
Il mio consiglio
Non fate tutto in fretta. La Pinkas e i disegni di Terezín chiedono tempo e silenzio, e conviene tenersi un momento libero dopo. Se avete solo mezza giornata, scegliete Josefov. Se ne avete una intera, aggiungete Žižkov: la tomba di Kafka è un finale semplice e commovente. E lì vicino, a Olšany, comincia la Praga ortodossa.