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La Praga cattolica: un itinerario tra santi, reliquie e santuari

Da San Vito alla Montagna Bianca, passando per Sant'Agnese, Břevnov e la messa in italiano

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La tomba d'argento di san Giovanni Nepomuceno in San Vito
La tomba d'argento di san Giovanni Nepomuceno in San Vito. Foto Richard Mortel, CC BY 2.0

Praga ha fama di città poco religiosa. Eppure è piena di santi. I suoi patroni sono martiri del X secolo, le sue chiese custodiscono reliquie venerate da mille anni e un convento di clarisse è legato a doppio filo ad Assisi. Questo è il giro che consiglio a chi vuole vedere la Praga cattolica in un giorno o due, dal Castello fino alla periferia ovest.

La cattedrale di San Vito

Si comincia dal Castello. Nella cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto due luoghi contano più degli altri. Il primo è la cappella di San Venceslao, con la volta a stella di Pietro Parler. Al centro c'è la tomba del santo, su un basamento decorato di pietre semipreziose. Da un angolo della cappella una scala sale alla camera dei gioielli della corona, chiusa da una porta con sette serrature: le sette chiavi sono affidate a sette autorità diverse, tra cui il presidente della Repubblica e l'arcivescovo.

Il secondo è la tomba d'argento di san Giovanni Nepomuceno, il sacerdote gettato nella Moldava dal Ponte Carlo nel 1393 (la leggenda la racconto in Le leggende di Praga). La tomba fu realizzata tra il 1733 e il 1736 su disegno di Joseph Emanuel Fischer von Erlach. C'è anche un italiano: il modello in legno da cui l'argentiere Johann Joseph Würth batté l'argento lo preparò il veneziano Antonio Corradini, lo scultore della Pudicizia velata della cappella Sansevero di Napoli.

La tomba d'argento di san Giovanni Nepomuceno in San Vito
La tomba d'argento di san Giovanni Nepomuceno in San Vito. Foto Richard Mortel, CC BY 2.0

La basilica di San Giorgio

Pochi passi più in là c'è la basilica di San Giorgio, la seconda chiesa costruita al Castello. Fu iniziata intorno al 920 dal principe Vratislao I, padre di san Venceslao. Nel 973 accanto nacque un convento di benedettine.

Qui riposa santa Ludmila, la nonna di Venceslao, uccisa a Tetín nel 921. La sua tomba è nella cappella a lei dedicata, nella navata sud. Il 16 settembre, giorno della sua festa, il suo cranio viene esposto alla venerazione dei fedeli.

La facciata della basilica di San Giorgio al Castello
La facciata della basilica di San Giorgio al Castello. Foto Tilman2007, CC BY-SA 4.0

Loreta, Strahov e il Bambino

Scendendo verso Hradčany si arriva a Loreta, con la copia della Santa Casa di Loreto. La sua storia italiana la racconto nell'itinerario La Praga italiana a piedi. Qui aggiungo solo il tesoro: l'ostensorio detto Sole di Praga, fatto a Vienna tra il 1696 e il 1699, con 6.222 diamanti.

Poco sopra c'è il monastero di Strahov, fondato nel 1143 per i premostratensi. Nel 1627 vi furono portate da Magdeburgo le reliquie di san Norberto, il fondatore dell'ordine, accolte nella chiesa abbaziale.

A Malá Strana, in via Karmelitská, c'è il Bambino di Praga, la meta di pellegrinaggio più famosa della città. Gli dedico un articolo intero: Il Bambino di Praga.

Il monastero di Strahov d'inverno
Il monastero di Strahov d'inverno. Foto Nice0205, CC BY-SA 4.0

La messa in italiano

Nella stessa chiesa del Bambino, Santa Maria della Vittoria, la domenica sera si celebra la messa in italiano. È il riferimento per la comunità italiana e per i pellegrini di passaggio. L'orario lo trovate sul sito della parrocchia, che lo aggiorna per le feste.

L'altare del Bambino di Praga in Santa Maria della Vittoria
L'altare del Bambino di Praga in Santa Maria della Vittoria. Foto Balou46, CC BY-SA 3.0

Sant'Agnese di Boemia, tra Praga e Assisi

Si attraversa il fiume e si va in Città Vecchia, vicino alla Moldava. Qui c'è il convento di Sant'Agnese. Agnese era figlia del re Přemysl Ottocaro I. Rifiutò matrimoni regali e nel 1233 fondò il primo convento di clarisse in terra ceca, dove entrò l'anno dopo. Scrisse a lungo con santa Chiara d'Assisi, che cercava di moderare il suo ascetismo troppo duro.

Giovanni Paolo II la proclamò santa a Roma il 12 novembre 1989. Cinque giorni dopo, il 17 novembre, cominciò la Rivoluzione di velluto. Una vecchia profezia diceva che tempi migliori sarebbero venuti per la Boemia con Agnese: molti cechi ci hanno visto più di una coincidenza. Oggi il convento restaurato ospita la Galleria Nazionale.

Il convento di Sant'Agnese di Boemia
Il convento di Sant'Agnese di Boemia. Foto Ondřej Kořínek, CC BY-SA 3.0

San Giacomo, la chiesa più lunga

A due passi dalla piazza della Città Vecchia c'è San Giacomo, la chiesa dei frati minori conventuali. È la chiesa più lunga di Praga e ha un grande organo barocco del 1705. Gli stucchi della facciata sono dello stuccatore padovano Ottavio Mosto, di fine Seicento. Vicino all'ingresso pende un braccio annerito: secondo la leggenda è di un ladro che tentò di derubare una statua della Madonna e fu trattenuto dalla statua stessa.

Břevnov: il primo monastero maschile

Si prende il tram verso ovest, fino a Břevnov. È il primo monastero maschile della Boemia, fondato nel 993 da sant'Adalberto (Vojtěch), vescovo di Praga, con il principe Boleslao II. Anche qui c'è Roma: Adalberto portò dodici monaci dal monastero dei Santi Bonifacio e Alessio sull'Aventino. La chiesa di Santa Margherita che si vede oggi è barocca, dei Dientzenhofer, ma sotto il coro resta una cripta romanica. E il birrificio del monastero ha ripreso a produrre, come racconto in Birrerie e pub.

Il monastero di Břevnov, fondato nel 993 da sant'Adalberto
Il monastero di Břevnov, fondato nel 993 da sant'Adalberto. Foto Sokoljan, CC BY-SA 3.0

La Montagna Bianca

Si finisce al capolinea del tram 22, sulla Bílá Hora, la Montagna Bianca. Qui nel 1620 l'esercito cattolico sconfisse gli stati boemi protestanti. Tra il 1704 e il 1730 sul campo di battaglia fu costruito il santuario di Santa Maria della Vittoria, con un chiostro, cappelle agli angoli e le cupole affrescate tra gli altri da Cosmas Damian Asam. La cupola e il chiostro sono attribuiti a Jan Blažej Santini-Aichel, praghese di famiglia italiana. Accanto vivono le monache benedettine. Per i cechi è una pagina dolorosa della loro storia, e merita una visita rispettosa.

Il chiostro affrescato del santuario della Montagna Bianca
Il chiostro affrescato del santuario della Montagna Bianca. Foto Palickap, CC BY-SA 4.0

I papi a Praga e la Notte delle chiese

Giovanni Paolo II venne nell'aprile 1990, pochi mesi dopo la caduta del regime, e parlò in San Vito. Tornò nel 1997 per il millennio della morte di sant'Adalberto. Benedetto XVI, nel settembre 2009, fece la prima tappa dal Bambino di Praga e la sera celebrò i vespri in cattedrale.

Una sera l'anno, di solito un venerdì tra fine maggio e inizio giugno, c'è la Notte delle chiese (Noc kostelů): chiese, torri e cripte restano aperte fino a tardi, con concerti e visite. È l'occasione per entrare dove di solito è chiuso.

Il mio consiglio

Dividete il giro in due. Un giorno per il Castello, Strahov, Loreta e Malá Strana, chiudendo con la messa della domenica sera. Un altro per Sant'Agnese e San Giacomo la mattina, poi il tram verso Břevnov e la Montagna Bianca. Se volete uscire da Praga, i grandi santuari della Boemia e della Moravia li racconto in Pellegrinaggi da Praga.