Per secoli a Praga si è parlato italiano per strada. Architetti, stuccatori, musicisti e mercanti hanno lasciato tracce ovunque, e quasi tutte stanno lungo una sola linea: dalla Città Vecchia, oltre il fiume, su fino al Castello. Questo è il percorso che consiglio per seguirle in ordine. Ogni tappa ha un articolo di approfondimento nella sezione Praga italiana: qui c'è la mappa, là le storie.
1. Il Teatro degli Stati
Si parte in Città Vecchia, in via Železná, davanti al Teatro degli Stati. Qui il 29 ottobre 1787 Mozart diresse la prima del Don Giovanni, su libretto del veneto Lorenzo Da Ponte. Il teatro è rimasto quasi identico e l'opera, cantata in italiano, è ancora in cartellone. Se riuscite a incastrare una recita la sera, è la chiusura perfetta di questa giornata. Le date e i consigli sui biglietti sono in L'Italia in scena, la storia di Da Ponte e di Casanova in Gli italiani di Praga.

2. La Cappella italiana al Klementinum
Dal teatro si attraversa la piazza della Città Vecchia e si prende Karlova. Lungo il fianco del Klementinum, quasi nascosta tra i negozi, c'è la Cappella italiana dell'Assunta, costruita tra il 1590 e il 1600 per la comunità italiana. Ha una pianta ovale, molto moderna per l'epoca a nord delle Alpi. Era in cattivo stato ed è stata restaurata pochi anni fa per iniziativa dell'Ambasciata d'Italia. Oggi la usa la chiesa greco-cattolica.

3. Il Ponte Carlo e Malá Strana
Si passa il Ponte Carlo e si sale verso Malostranské náměstí. Una piccola deviazione a sinistra, in via Karmelitská, porta a Santa Maria della Vittoria, la chiesa del Bambino di Praga, una delle chiese dove si celebra la messa in italiano. La devozione è arrivata fino in Liguria, ad Arenzano: lo racconto in Il Bambino di Praga.

4. Vlašská: Palazzo Lobkowicz e l'ospedale degli italiani
Da Karmelitská si sale per Tržiště e si gira in Vlašská, la "via Italiana". Qui sorge Palazzo Lobkowicz, costruito all'inizio del Settecento su progetto di Giovanni Battista Alliprandi, architetto nato con ogni probabilità in Val d'Intelvi, sopra il lago di Como. Oggi è l'Ambasciata di Germania: nel 1989 migliaia di tedeschi dell'Est si rifugiarono nel suo giardino, e da quel balcone fu annunciato che potevano partire per l'Ovest.
Lungo la stessa via, all'angolo con Šporkova, c'è l'antico ospedale degli italiani, che per secoli ha accolto malati e orfani della comunità. Oggi ospita l'Istituto Italiano di Cultura. La storia completa della via è in Vlašská, la strada che porta il nostro nome.

5. Nerudova: Palazzo Morzin e Palazzo Thun
Si torna a Malostranské náměstí e si sale per Nerudova. Al numero 5 c'è Palazzo Morzin, con la facciata sorretta da due mori. Al numero 20 c'è Palazzo Thun-Hohenstein, con le due aquile all'ingresso: è l'Ambasciata d'Italia. Entrambi sono di Jan Blažej Santini-Aichel, praghese di famiglia italiana. Un palazzo costruito da un architetto di famiglia italiana, oggi abitato dalla rappresentanza dell'Italia: è difficile immaginare una tappa più adatta a questo giro.

6. Loreta e Palazzo Černín
In cima a Nerudova si prosegue a sinistra, per Loretánská, fino alla piazza di Loreta. Il santuario racchiude una copia della Santa Casa di Loreto, nelle Marche, progettata dall'italiano Giovanni Orsi: i lavori cominciarono nel 1626. La facciata barocca e il carillon sono più tardi.
Di fronte c'è Palazzo Černín, con la sua facciata lunga circa 150 metri, opera di Francesco Caratti. Oggi è il Ministero degli Esteri ceco. Su questa piazza Italia e Boemia si guardano in faccia.

7. Il Belvedere nel giardino reale
Si torna verso il Castello, si attraversano i cortili e si esce a nord, nel giardino reale. In fondo c'è il Belvedere, il palazzetto della regina Anna, iniziato nel 1538 su progetto di Paolo della Stella. Con la sua loggia ad arcate è considerato uno dei più puri esempi di Rinascimento italiano a nord delle Alpi. Davanti c'è la fontana cantante.

8. Palazzo Wallenstein e la sala terrena
Dal Belvedere si scende verso Malá Strana fino al giardino di Palazzo Wallenstein, che si apre anche accanto alla metro Malostranská. Il generale Albrecht von Wallenstein chiamò per costruirlo Andrea Spezza, Giovanni Pieroni e Nicolò Sebregondi. La grande sala terrena sul giardino, con le sue tre arcate, è decorata da affreschi del fiorentino Baccio del Bianco. Si entra gratis, tra statue e pavoni. Le storie di tutti questi architetti sono in Gli architetti italiani che hanno costruito Praga.

Quanto tempo serve
Camminando senza entrare da nessuna parte, il giro richiede circa due ore e mezza. Con una sosta al Castello, il pranzo a Malá Strana e qualche ingresso, è una giornata intera. Se avete solo mezza giornata, partite direttamente da Vlašská e finite al Belvedere: è il tratto più denso.
Il percorso funziona anche al contrario, partendo dal Castello la mattina e scendendo verso il fiume. In quel caso la sera vi ritrovate in Città Vecchia, a due passi dal Teatro degli Stati.
Il mio consiglio
Fatelo da aprile a ottobre, quando sono aperti sia il giardino reale sia il giardino di Wallenstein: sono due delle tappe più belle. E camminate con lo sguardo alzato. Logge, cortili e stucchi vi parleranno in una lingua che conoscete già.