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Il vino a Praga: vigne in città, vino moravo, burčák e San Martino

Non solo birra: tre vigne dentro la città, il vino nuovo d'autunno e le bottiglie da conoscere

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Uscire la sera
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La vigna di San Venceslao, sotto il Castello
La vigna di San Venceslao, sotto il Castello. Foto Stanislav Jelen, CC BY 3.0

Tutti vengono a Praga per la birra, e fanno bene. Ma questa è stata anche una città del vino: il quartiere di Vinohrady porta ancora nel nome le vigne che coprivano le colline. Per una serata tranquilla una vinárna, cioè un'enoteca con cucina o una cantina dove si beve al bicchiere, è spesso più piacevole di una birreria affollata. Della birra ho parlato nell'articolo sulle birrerie e pub di Praga; qui parlo solo di vino.

Il vino ceco: quasi tutto moravo

Il primo dato sorprende: la Repubblica Ceca ha circa 18.000 ettari di vigneti, e il 96 per cento è in Moravia, nel sud-est del Paese. La Boemia, la regione di Praga, ne ha solo una piccola parte, concentrata intorno a Mělník e a Litoměřice, lungo l'Elba.

Le quattro zone della Moravia sono Mikulov, Velké Pavlovice, Slovácko e Znojmo. Si producono soprattutto bianchi, che coprono più di due terzi dei vigneti. I nomi da riconoscere in carta sono il Veltlínské zelené (Grüner Veltliner), il Müller-Thurgau, il Ryzlink rýnský (Riesling renano) e il Rulandské šedé (Pinot grigio). Tra i rossi ci sono la Frankovka e il Svatovavřinecké, il Saint Laurent.

C'è anche un nome che ci riguarda: il Ryzlink vlašský, uno dei bianchi più piantati. Vlašský in ceco vuol dire "italiano", lo stesso aggettivo della via Vlašská. È il vitigno che da noi si chiama Riesling italico.

Di Mělník, la cittadina del vino a meno di un'ora da Praga, parlo nell'articolo su castelli e vino intorno a Praga.

Le vigne intorno a Mikulov, in Moravia
Le vigne intorno a Mikulov, in Moravia. Foto Aktron, CC BY 4.0

La vigna di San Venceslao, sotto il Castello

Le vigne dentro Praga sono poche ma belle. La più famosa è la Svatováclavská vinice, sul pendio sotto il Castello, accanto alla Villa Richter. La tradizione dice che la piantò lo stesso san Venceslao, patrono della Boemia, nel X secolo. È considerata una delle vigne più antiche del Paese ed è scomparsa e rinata più volte. L'ultima volta è stata ripiantata nel 2008 e, dopo i restauri, aperta al pubblico per la prima volta nella sua storia.

Si coltivano soprattutto Riesling renano e Pinot nero. Lungo il sentiero sono piantati decine di altri vitigni del catalogo ceco. Si entra dalla parte della Torre Nera del Castello oppure dal basso, in fondo alle Vecchie scale del Castello. La vista sui tetti di Malá Strana, al tramonto, vale la salita.

La vigna di San Venceslao, sotto il Castello
La vigna di San Venceslao, sotto il Castello. Foto Stanislav Jelen, CC BY 3.0

Grébovka e il suo padiglione

A Vinohrady, nel parco di Havlíčkovy sady, che tutti chiamano Grébovka, c'è una vigna di 1,7 ettari su un pendio ripido. Il nome viene da Moritz Gröbe, l'imprenditore che nella seconda metà dell'Ottocento comprò questi terreni, si costruì una villa con il parco e piantò di nuovo le viti.

In fondo alla vigna c'è il Viniční altán, un padiglione in legno costruito nello stesso periodo. Oggi è un locale dove si beve il vino fatto con l'uva della collina. Il distretto di Praga 2 ha restaurato vigna e padiglione e la vigna produce di nuovo, con vini che vincono spesso medaglie nei concorsi della regione Boemia.

Il padiglione della vigna di Grébovka, a Vinohrady
Il padiglione della vigna di Grébovka, a Vinohrady. Foto ŠJů, CC BY-SA 3.0

La vigna di Santa Chiara a Troja

La terza vigna è a nord, a Troja, dentro il giardino botanico, accanto allo zoo. In cima al pendio c'è la piccola cappella barocca di Santa Chiara, fatta costruire nel 1695 dal conte Václav Vojtěch di Šternberk. Da lassù si vedono la Moldava, il castello di Troja e mezza città.

Il giardino botanico vinifica l'uva nella propria cantina e la vende solo qui, nella vinoteca ricavata nella vecchia casa dei vignaioli, restaurata nel 2024, con una terrazza sulla città. Se avete bambini, potete combinarla con la serra Fata Morgana di cui parlo in Praga all'aria aperta con i bambini.

La vigna di Santa Chiara a Troja
La vigna di Santa Chiara a Troja. Foto Dezidor, CC BY 3.0

In autunno: il burčák

Da fine estate a novembre in città compaiono bottiglie di un liquido torbido, giallastro o rosato: è il burčák. È mosto d'uva ancora in fermentazione, dolce, frizzante, con pochi gradi che però aumentano di giorno in giorno. Si beve fresco e si beve subito.

La legge ceca è precisa: si può chiamare burčák solo se l'uva è stata raccolta e lavorata in Repubblica Ceca, e si può vendere solo dal 1° agosto al 30 novembre. Quello fatto con uva straniera deve chiamarsi semplicemente "mosto parzialmente fermentato". Consiglio di comprarlo ai mercati o alle feste della vendemmia, e di non stringere mai il tappo: continua a fermentare.

Il burčák, il vino nuovo ancora in fermentazione
Il burčák, il vino nuovo ancora in fermentazione. Foto Huhulenik, CC BY 3.0

L'11 novembre: il vino di San Martino

Il secondo appuntamento è l'11 novembre. Alle 11:11 si aprono le prime bottiglie di Svatomartinské, il vino nuovo dell'annata. È un marchio vero e proprio: dal 2005 il Fondo del vino (Vinařský fond) lo concede ai produttori che rispettano certe regole. Può essere bianco, rosato o rosso, da vitigni come Müller-Thurgau, Muškát moravský, Svatovavřinecké o Modrý Portugal. Si beve con l'oca arrosto, il cavolo rosso e bianco e i knedlíky.

Per noi italiani la festa ha un sapore familiare. "A San Martino ogni mosto diventa vino", dice il proverbio. E Martino di Tours, nato in Pannonia, crebbe a Pavia. Delle altre usanze della giornata, dal corteo sul Ponte Carlo alla neve portata dal cavallo bianco, parlo in feste e tradizioni ceche.

Il mio consiglio

Una sera di settembre o di inizio ottobre salite alla vigna di San Venceslao prima del tramonto, poi scendete a Malá Strana e ordinate un bicchiere di Veltlínské zelené o di Ryzlink vlašský. Chiedete un vino moravo di un piccolo produttore: spesso è più interessante del nome famoso. E se capitate a Praga a novembre, prenotate l'oca per l'11.